GASTRONOMIC TOUR IN JAPAN

Italian Version


Se nello scorso articolo vi ho parlato della mia esplorazione a Kyoto, in quello corrente voglio

raccontarvi di uno degli aspetti che preferisco del visitare nuovi posti e del conoscere nuove culture: provare cibi diversi e mai visti prima. Devo dire che non avevo molte aspettative circa l’aspetto gastronomico del panorama giapponese, ma ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.

Ogni ristorante che ho provato durante la mia permanenza in Giappone era elegante, fine e minimalista, composto da sale private in totale privacy.


Ho potuto gustarvi antipasti di sashimi freschissimo e del tofu ottimo: delle materie prime di una qualità altissima e rarissima da trovare! Ma, soprattutto, ho assaggiato per la prima volta una pietanza che mi è decisamente rimasta nel cuore: lo SHABU SHABU, che è una preparazione tradizionale giapponese, derivante, però, dalla cucina cinese, nata a Osaka negli anni ’50.



Ogni ospite prepara la propria porzione carne immergendola in una pentola con brodo bollente, per due volte. Dal rumore che genera questo movimento è derivata la denominazione onomatopeica attribuita a questa pietanza. Alla carne si aggiungono vari tipi di cavolo, porro, carote, funghi o noodle udon, anche questi preparati nel brodo. A fine cottura, carne e verdure vengono intinte nella salsa Ponzu o al sesamo e poi assaporate facendole sciogliere in bocca.

Questa preparazione è un vero e proprio rituale, aveva qualcosa di magico è l’ho vissuta proprio come tale.




Un altro piatto che mi ha lasciata senza parole è stata la TEMPURA. Sicuramente conoscerete questo tipo di frittura, che risulta davvero leggera e molto più sana di tanti altri tipi pur essendo molto sfiziosa e golosa, in quanto recentemente è divenuta molto diffusa anche in Italia.

Ma quella che ho assaggiato a Tokyo non ha davvero niente in comune con quella servita in ristoranti occidentali: complice l’impiego di olio di camelia giapponese, il fritto risultava croccante e caldo, tanto da sciogliersi in bocca, ma allo stesso tempo il gambero era crudo al palato.

Devo dire che sono rimasta molto colpita anche dal KUSHIKATSU, uno degli Street Food giapponesi per definizione di cui non avevo mai sentito parlare prima.


Come da traduzione letterale, sono degli spiedini fritti (kushi “spiedino” e age “fritto”) Ci sono infiniti ingredienti che possono essere infilati sullo spiedino e fritti, dalla carne al pesce, dalle verdure ai formaggi.

Ma la cosa più interessante dei Kushiage non sono tanto gli ingredienti quanto il modo di mangiare gli spiedini.


Di solito vengono venduti in locali molto informali, infatti potreste ritrovarvi seduti a un grande tavolo in comune con altre persone, oppure potranno servirveli su un bancone.


Inoltre, anche il contenitore della salsa che accompagna i Kushiage è da condividere, ma è importante ricordare che lo spiedino si può immergere solo prima di averlo addentato: a posteriori è assolutamente vietato reimmergerlo nella salsa condivisa.


La fine del pasto è sempre accompagnata da dolcetti golosi dall’aspetto adorabile, quasi sempre a base di soia, gelatina, tofu e spezie locali: dolcetti alla soia sono dei digestivi, questo li rende ottimi a fine pasto!



Inoltre, ogni pasto è sempre accompagnato da un tè verde caldo, ovviamente il più buono che abbia mai provato.

L’ultima tappa della parte culinaria del mio viaggio è stata forse la più interessante: un ristorante gestito da robot, che si trova all’interno del Mall presente nella stazione di Shibuya.

Abbiamo gustato delle deliziose patatine fritte in olio di camelia, seguendo la stessa tecnica della tempura, servite con scaglie di tartufo nero e dei waffle salati con wagyu, cipolle croccanti e panna acida. Inoltre ho scelto di accompagnare il tutto con una bevanda al frutto della passione, arricchita con perle gommose di tapioca.



È stato uno snack insolito, gustato in un posto elegante e futuristico che in cui consiglio a tutti di fermarsi se vi capita di passarvici!

Insomma, il cibo Giapponese occupa ormai un posto speciale nel mio cuore. Ho adorato tutti i loro piatti più tipici e ne sento profondamente la mancanza, non vedo l’ora di potervici tornare per gustarli nuovamente!


Voi avete un posto in cui avete assaggiato piatti tipici che vi hanno sorpresi ed in cui non vedete l’ora di ritornare per poterli gustare ancora?

Spero che questo post, un po’ diverso dal solito, vi sia piaciuto.


Vi mando un caro saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana per un nuovo articolo.


English Version


If in the last article I told you about my exploration in Kyoto, in the current one I want to tell you about one of my favorite aspects of visiting new places and learning about new cultures: trying different and never before seen foods. I must say that I didn't have many expectations regarding the gastronomic aspect of the Japanese scene, but I was pleasantly surprised.

Every restaurant I tried during my time in Japan was elegant, refined and minimalist, consisting of private rooms in total privacy.




I was able to enjoy appetizers of very fresh sashimi and excellent tofu: raw materials of a very high quality and very rare to find! But, above all, I tasted for the first time a dish that has definitely remained in my heart: SHABU SHABU, which is a traditional Japanese preparation, deriving, however, from Chinese cuisine, born in Osaka in the 1950s.

Each guest prepares their own portion of meat by dipping it in a pot with boiling broth, twice.

The onomatopoeic name attributed to this dish derives from the noise that this movement generates.

Various types of cabbage, leek, carrot, mushroom or udon noodles are added to the meat, also prepared in broth. At the end of cooking, meat and vegetables are dipped in Ponzu or sesame sauce and then savored by melting them in the mouth.

This preparation is a real ritual, it had something magical and I experienced it as such.


Another dish that left me speechless was the TEMPURA.

You will surely know this type of frying, which is really light and much healthier than many other types while being very tasty and greedy, as it has recently become very popular in Italy.

But the one I tasted in Tokyo really has nothing in common with that served in Western restaurants: thanks to the use of Japanese camellia oil, the fried was crispy and hot, so much so that it melted in the mouth, but at the same time the shrimp was raw on the palate.

I must say that I was also very impressed by KUSHIKATSU, one of the Japanese Street Foods by definition that I had never heard of before.


As per literal translation, they are fried skewers (kushi "skewer" and age "fried") .

There are infinite ingredients that can be strung on the skewer and fried, from meat to fish, from vegetables to cheeses.

But the most interesting thing about Kushiage is not so much the ingredients as the way to eat the skewers.

They are usually sold in very informal places, in fact you could find yourself sitting at a large table shared with other people, or they can serve you on a counter.


Furthermore, the container of the sauce that accompanies the Kushiage is also to be shared, but it is important to remember that the skewer can only be immersed before having bitten it: in retrospect it is absolutely forbidden to re-immerse it in the shared sauce.


The end of the meal is always accompanied by delicious-looking sweets with an adorable appearance, almost always based on soy, gelatin, tofu and local spices: soy sweets are digestive, this makes them excellent after a meal! Plus, every meal is always accompanied by hot green tea, obviously the best I've ever tried. The last stage of the culinary part of my trip was perhaps the most interesting: a restaurant run by robots, located inside the mall present in Shibuya station.

We enjoyed delicious fries in camellia oil, following the same technique as tempura, served with black truffle flakes and savory waffles with wagyu, crunchy onions and sour cream. I also chose to accompany it all with a passion fruit drink, enriched with gummy tapioca pearls. It was an unusual snack, enjoyed in an elegant and futuristic place where I recommend everyone to stop if you happen to pass by!


In short, Japanese food now holds a special place in my heart. I loved all their most typical dishes and I deeply miss them, I can't wait to be able to go back to taste them again!


Do you have a place where you have tasted typical dishes that surprised you and where you can't wait to return to be able to taste them again?



I hope you enjoyed this post, a little different than usual. I send you a warm greeting and I'll see you next week for a new article.










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